Gli extraterrestri torneranno? Il libro che inventò gli antichi astronauti
Erich von Däniken e il saggio del 1968 che vendette milioni di copie: carri degli dèi, linee di Nazca e la teoria del paleocontatto che divide ancora oggi.

Prima di Ancient Aliens, prima di mille documentari e teorie, c’era un libro: Erinnerungen an die Zukunft (1968), arrivato in Italia come Gli extraterrestri torneranno, di Erich von Däniken.
L’albergatore che sfidò gli archeologi
La storia dell’autore è essa stessa un romanzo: von Däniken non era uno studioso ma un giovane direttore d’albergo svizzero, divoratore di libri di archeologia e testi antichi, che scriveva di notte alla reception. Il manoscritto fu rifiutato da decine di editori prima che una piccola casa tedesca ci scommettesse. Risultato: un successo planetario — si stimano oltre 60 milioni di copie vendute contando i seguiti — che trasformò l’albergatore in uno degli autori più letti (e più discussi) del Novecento.
Di cosa parla
La tesi è tanto semplice quanto esplosiva: nell’antichità la Terra sarebbe stata visitata da esseri venuti dalle stelle, e le tracce sarebbero ovunque — le linee di Nazca leggibili solo dal cielo (con il celebre geoglifo detto “l’astronauta”), le piramidi, le “macchine volanti” dei testi indiani, la visione di Ezechiele letta come il resoconto di un’astronave. Gli dèi delle mitologie? Ricordi deformati di quegli incontri: il paleocontatto.
Perché è un cult
Perché ha creato un intero immaginario. Senza questo libro non esisterebbero Stargate, Ancient Aliens, metà della fantascienza televisiva e mille dibattiti da bar sotto le stelle. Von Däniken aveva l’istinto del grande affabulatore: prendeva monumenti che tutti credevano di conoscere e li faceva guardare con occhi nuovi. È il potere — e il pericolo — del libro: dopo averlo letto, ogni rovina sembra nascondere un segreto.
Con occhio critico
Diciamolo senza giri di parole: gran parte delle sue “prove” è stata smontata. Le linee di Nazca si tracciano con corde e pali (è stato dimostrato sul campo), le piramidi le costruirono gli egizi — e sappiamo pure come — e alcuni reperti citati si rivelarono fraintesi o peggio. Lo stesso autore, negli anni, dovette correggere il tiro più volte. Ma resta un documento culturale affascinante: il punto esatto in cui il mistero degli antichi incontrò l’era spaziale.
Da leggere se: vuoi conoscere l’origine di una delle idee più pop del mistero moderno — con la libertà di crederci il giusto. E dopo, per il contrappeso perfetto, passa a Cosmo di Carl Sagan: i due libri sono lo yin e lo yang di questo mondo.


