Secondo rilascio UAP: 51 video militari e l'ufficiale «senza parole» (22 maggio 2026)
Due settimane dopo il debutto, PURSUE pubblica 64 nuovi file: l'abbattimento sul lago Huron, la formazione di quattro UAP vicino all'Iran e gli audio degli astronauti Mercury e Apollo.

Chi pensava che il primo rilascio fosse un episodio isolato viene subito smentito: appena due settimane dopo l’apertura dell’archivio, il 22 maggio 2026 arriva il secondo lotto di PURSUE. 64 file — 6 documenti, 7 audio e ben 51 video — e questa volta il piatto forte sono proprio le immagini in movimento, riprese in gran parte dai sensori di aerei militari, ciascuna accompagnata da una scheda descrittiva ufficiale.
È un cambio di passo notevole: per anni i video militari di UAP disponibili al pubblico si contavano sulle dita di due mani (i celebri “FLIR”, “Gimbal” e “GoFast” usciti nel 2017). In un solo giorno, il loro numero si moltiplica.
I video più discussi
- il momento in cui un caccia abbatte un oggetto non identificato sul lago Huron — episodio del febbraio 2023, i giorni della grande “ondata di abbattimenti” nordamericana che seguì il caso del pallone cinese, quando i comandi NORAD ingaggiarono più oggetti rimasti in parte non identificati;
- una formazione di quattro UAP ripresa all’infrarosso sopra le acque vicino all’Iran nel 2022, in un’area di pattugliamento militare;
- un oggetto sui cieli della Siria che mostra quella che gli analisti descrivono come “accelerazione istantanea” — la firma cinematica che da sempre rende questi casi indigesti alle spiegazioni convenzionali.
La testimonianza: «Sono rimasto senza parole»
Nel lotto c’è anche il resoconto in prima persona (2025) di un ufficiale dell’intelligence: racconta una serie di incontri ravvicinati durati oltre un’ora, con “innumerevoli orbe arancioni che sciamavano in ogni direzione sullo sfondo della montagna”. Lo spettacolo — scrive — durò diversi minuti prima di svanire, lasciando lui e l’equipaggio “virtualmente senza parole”. È il tipo di documento che PURSUE ha reso possibile: non il racconto di un appassionato, ma la relazione di servizio di un professionista dell’osservazione.
Le voci dallo spazio
Completano il rilascio 7 file audio storici: registrazioni degli astronauti delle missioni Mercury e Apollo che descrivono ai controlli di terra oggetti e fenomeni osservati in orbita — comprese le famose “lucciole” che John Glenn riferì di veder danzare fuori dalla capsula nel 1962, e i “fiocchi di neve” luminosi dei voli successivi. Fenomeni in gran parte spiegati (particelle di ghiaccio della navicella), ma che sentire con le voci originali dell’epoca fa tutto un altro effetto.
Seconda puntata delle Cronache della Disclosure: e il meglio deve ancora venire.
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