Samhain: la vera storia di Halloween, dalle leggende celtiche alle notti delle anime italiane

Samhain, la festa celtica della fine dell'estate: cosa sappiamo davvero, come è nato Halloween, la leggenda della zucca di Jack e le tradizioni italiane dei morti, dal Su Mortu Mortu sardo ai doni siciliani.

Pubblicato il di Redazione New Utopia6 min di lettura
Notte di Samhain: un grande falò al centro di un cerchio di pietre antiche su una collina irlandese, sotto la luna piena, con la nebbia e una zucca intagliata illuminata in primo piano

Zucche intagliate, costumi, "dolcetto o scherzetto". Halloween oggi sembra una festa americana, nata per i bambini e per i negozi. Ma dietro le maschere c'è una storia lunghissima, che passa per l'Irlanda medievale, per la Chiesa di Roma e per i campi dell'America dell'Ottocento. E che, sorpresa, ha parenti stretti anche in Italia. All'inizio di tutto c'è un nome antico: Samhain.

Samhain, la fine dell'estate

Samhain (si pronuncia più o meno sàuin) è il nome irlandese della festa che segnava l'inizio della stagione scura, tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. È una delle quattro grandi feste dell'anno gaelico, insieme a Imbolc, Beltane e Lughnasadh. In un racconto irlandese medievale, Tochmarc Emire ("Il corteggiamento di Emer"), Samhain è nominata per prima tra le quattro feste che scandivano le stagioni.

Nei testi medievali irlandesi Samhain è il tempo delle grandi assemblee e dei banchetti, ma anche un momento in cui il confine tra il nostro mondo e l'Altromondo si fa sottile: si credeva che gli antichi tumuli, le colline funerarie, si aprissero come porte. Il racconto più celebre è Echtra Nerai, "L'avventura di Nera": proprio la notte di Samhain il giovane Nera entra in un tumulo e vive un viaggio fantastico nell'Altromondo, dove il tempo scorre in modo diverso.

C'è anche un indizio più antico,  viene dalla Francia. Nel 1897, a Coligny, vicino a Lione, fu ritrovato un grande calendario in bronzo dei Galli, inciso intorno al II secolo dopo Cristo e oggi conservato al museo gallo-romano di Lione. Tra i nomi dei mesi c'è Samonios, che molti studiosi collegano a Samhain e all'idea di "estate". La sua interpretazione esatta, però, è ancora discussa.

Cosa sappiamo, e cosa no

Su Samhain circolano moltissime affermazioni certe e altre  che certe non sono. Si legge spesso che fosse il "capodanno celtico" o la "festa dei morti dei druidi". Secondo lo storico britannico Ronald Hutton, autore di uno studio fondamentale sulle feste tradizionali, The Stations of the Sun (1996), queste idee nascono soprattutto alla fine dell'Ottocento: fu il linguista John Rhys a proporre Samhain come capodanno celtico, e l'antropologo James Frazer, autore del Ramo d'oro, a renderla popolare come antica festa dei morti, pur ammettendo a volte che le prove erano scarse.

Anche la studiosa Dimitra Fimi osserva che non c'è alcuna prova del "capodanno celtico": forse l'idea è nata semplicemente perché nei testi medievali Samhain viene elencata per prima. Questo non toglie fascino alla festa. Ci ricorda solo che quello che sappiamo davvero viene dai racconti irlandesi medievali, scritti da monaci cristiani secoli dopo i tempi pagani, e che molto di ciò che "tutti sanno" è una ricostruzione moderna.

Dalla Chiesa a Halloween

Il nome Halloween non è celtico, ma cristiano. Nell'VIII secolo papa Gregorio III dedicò una cappella in San Pietro a tutti i santi il 1° novembre, e nel IX secolo papa Gregorio IV estese la festa di Ognissanti a tutta la Chiesa. In inglese antico i santi si chiamavano hallows: la festa era All Hallows' Day, e la sera prima All Hallows' Eve. Contratta nel tempo, All Hallows' Eve è diventata Halloween.

Che la data cristiana sia stata scelta apposta per "coprire" Samhain è un'idea molto diffusa, ma gli storici non sono d'accordo: l'origine esatta della data di Ognissanti resta incerta. Di sicuro, nelle terre gaeliche le usanze popolari di fine ottobre e la festa cristiana finirono per intrecciarsi, fino a diventare una cosa sola.

La zucca e la leggenda di Jack

E la zucca? Viene da una leggenda irlandese, messa per iscritto nell'Ottocento: quella di Jack l'Avaro (Stingy Jack), un uomo furbo e avido che riuscì a ingannare il Diavolo due volte. Quando morì, il Paradiso non lo volle per i suoi peccati e l'Inferno non lo volle per dispetto. Il Diavolo gli lanciò un tizzone ardente e Jack, per fare luce nel buio, lo mise dentro una rapa intagliata. Da allora vaga per la Terra con la sua lanterna: è "Jack della lanterna", Jack-o'-lantern.

Proprio così: in Irlanda e in Scozia si intagliavano rape e patate, in Inghilterra anche barbabietole, per tenere lontani gli spiriti. Quando nell'Ottocento milioni di irlandesi emigrarono in America, trovarono la zucca, grande, abbondante e facile da intagliare. E la lanterna di Jack cambiò faccia per sempre.

E in Italia? Le notti delle anime

Halloween ci sembra una moda importata, ma l'Italia ha tradizioni antichissime che le somigliano moltissimo.

In Sardegna, tra il 1° e il 2 novembre, i bambini girano di casa in casa a chiedere doni "per le anime", recitando formule in sardo. La tradizione cambia nome da zona a zona: Su Mortu Mortu nel Nuorese, Is Animeddas o Is Panixeddas nel Campidano, Su Prugadoriu in Ogliastra, Su Peti Cocone a Dorgali e in Baronia. Un tempo si ricevevano frutta secca, dolci e pane; la credenza era che in quella notte le anime dei defunti tornassero a casa, e che i bambini raccogliessero le offerte per loro.

In Sicilia, nella notte tra il 1° e il 2 novembre, sono i morti a portare i regali ai bambini: i parenti defunti, per una notte, tornano allegri e generosi e nascondono per casa giocattoli e dolci. Per i bambini siciliani di una volta era la festa più attesa dell'anno, come oggi il Natale. Sulla tavola arrivano u cannistru, il cestino pieno di dolci, i biscotti a forma di ossa chiamati ossa dei morti, la frutta martorana di pasta di mandorle e i pupi di zucchero, statuette colorate che a Palermo si chiamano pupaccena.

Chi viene da altre regioni ricorderà altri dolci e altre usanze: lumini accesi alle finestre, la tavola apparecchiata per i defunti, le fave dei morti. Ovunque, lo stesso filo: in questi giorni i vivi e i morti si avvicinano.

Samhain oggi

Nel Novecento Samhain è tornata a vivere in modo nuovo. Con la nascita della Wicca, resa pubblica negli anni Cinquanta dall'inglese Gerald Gardner, e dei movimenti neopagani, Samhain è diventata uno degli otto sabbat della "Ruota dell'anno": per molti è il momento di onorare gli antenati e di riflettere sul ciclo della vita e della morte. I ricostruzionisti celtici, invece, cercano di seguire il più possibile le usanze antiche documentate. Sono religioni moderne, che si ispirano al passato: un modo diverso, ma sincero, di vivere questa notte.

La notte in cui il velo si assottiglia

Che la si chiami Samhain, Halloween, Ognissanti, Su Mortu Mortu o festa dei morti, è la stessa notte vista da mille finestre diverse: il momento in cui le giornate si accorciano e, da secoli, gli esseri umani sentono il bisogno di ricordare chi non c'è più, di accendere un lume nel buio e, perché no, di giocare con la paura.

Se in questi giorni vuoi qualche brivido in più, leggi anche le storie delle case infestate più famose del mondo e cosa dice la scienza nell'articolo I fantasmi esistono?. Buon Samhain, e buon Halloween!

Fonti

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Archeologia e Miti
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