3I/ATLAS: il misterioso visitatore (interstellare)
Negli ultimi anni ci siamo abituati all’idea che il nostro Sistema Solare non sia un luogo isolato, ma attraversato di tanto in tanto da ospiti interstellari. Dopo ʻOumuamua nel 2017 e la cometa Borisov nel 2019, il 2025 ci porta un nuovo visitatore: 3I/ATLAS. Scoperto dal sistema ATLAS alle Hawaii, questo corpo il terzo oggetto interstellare mai scoperto ha subito catalizzato l’attenzione degli astronomi, mostrando caratteristiche singolari che non si erano mai viste prima. Un’orbita improbabile La sua traiettoria racconta subito qualcosa di eccezionale. 3I/ATLAS segue infatti un’orbita iperbolica retrograda, chiaro segnale che non appartiene al nostro Sistema Solare. Ma ciò che ha sorpreso di più è il suo allineamento quasi perfetto con il piano dell’eclittica, cioè il piano sul quale orbitano i pianeti. Anche le dimensioni non passano inosservate: il nucleo potrebbe raggiungere i 46 km di diametro, molto più grande di ʻOumuamua e Borisov. Una chimica fuori dal comune Gli strumenti hanno rivelato una composizione chimica sorprendente. Il 90% della sua attività sembra legato al biossido di carbonio, con solo un 4% dovuto all’acqua. Si aggiungono tracce di monossido di carbonio, molecole di cianuro (CN) e perfino nichel privo di ferro, una combinazione che non trova facili spiegazioni con i modelli finora noti. Tutto questo fa pensare che 3I/ATLAS si sia formato in un ambiente molto diverso da quello in cui hanno preso forma le comete del nostro Sistema Solare. Le sorprese dei telescopi spaziali A luglio 2025, il telescopio Hubble ha catturato immagini davvero enigmatiche: invece di una coda che si allontana dal Sole, come accade per ogni cometa, 3I/ATLAS mostrava un alone luminoso diretto verso il Sole, lungo dieci volte la sua larghezza. Una stranezza che gli scienziati hanno tentato di spiegare ipotizzando il rilascio di minuscoli frammenti di ghiaccio dalla faccia illuminata, ma che resta comunque insolita. Poche settimane dopo, il 6 agosto, è arrivato il contributo del telescopio James Webb. Grazie al suo spettrografo infrarosso, Webb ha confermato una coma ricchissima di CO₂(la coma è la nuvola di gas e polveri che circonda il nucleo di una “cometa” quando questa si avvicina al sole) , tra le più abbondanti mai viste, con pochissimo vapore acqueo e una struttura che suggerisce un nucleo peculiare, capace di limitare la sublimazione dell’acqua. Sono state individuate anche tracce di ghiaccio d’acqua, monossido di carbonio e ossido di carbonile, insieme a una forte attività diretta verso il Sole. Cinque anomalie che fanno discutere Non sorprende che Avi Loeb, astrofisico di Harvard, abbia voluto raccogliere in un unico quadro le principali anomalie di questo oggetto. Secondo lui, 3I/ATLAS si distingue per almeno cinque punti chiave: l’orbita sorprendentemente allineata, le dimensioni insolitamente grandi, la composizione chimica dominata dalla CO₂, la polarizzazione anomala della luce riflessa e, infine, il glow diretto verso il Sole osservato da Hubble. Questi elementi, sottolinea Loeb, non dimostrano affatto che l’oggetto sia artificiale, ma lo rendono comunque abbastanza insolito da collocarsi relativamente in alto nella cosiddetta Scala di Loeb. La Scala di Loeb sarebbe un nuovo sistema di classificazione ideato proprio per valutare quanto un oggetto interstellare si discosti dai comportamenti attesi. Sulla scala, che va da 0 (oggetto naturale e ben compreso) a 10 (oggetto chiaramente artificiale), 3I/ATLAS si posizionerebbe intorno al livello 4: non un indizio di tecnologia aliena, ma certamente un mistero che merita attenzione. Da dove viene? La sua origine rimane avvolta nell’incertezza. Le simulazioni non hanno ancora individuato una stella precisa da cui possa essere partito. Potrebbe essere stato espulso da un sistema planetario lontano, oppure provenire dal disco spesso della Galassia, popolato da stelle antiche e fredde. Non manca, naturalmente, chi non esclude a priori scenari più speculativi. Quando sarà visibile Purtroppo, dalla Terra 3I/ATLAS non sarà osservabile durante il perielio, previsto per il 29 ottobre 2025, poiché si troverà dietro al Sole. Tornerà a farsi vedere all’inizio di dicembre, nel cielo serale. Da Marte, invece, lo spettacolo sarà ancora più interessante: il 3 ottobre 2025 passerà a soli 30 milioni di chilometri dal pianeta rosso, un’occasione irripetibile per gli orbiter europei Mars Express e Trace Gas Orbiter, che lo studieranno con i loro strumenti ad alta risoluzione. Conclusione In conclusione 3I/ATLAS non è soltanto un visitatore interstellare ma un vero e proprio enigma . Gli strumenti astromici più avanzati continueranno a seguirlo nei prossimi mesi.Aggiornamenti arriveranno man mano che nuovi dati saranno resi disponibili. Fonti NASA JPL – dati orbitali di 3I/ATLAS Avi Loeb, The Sunward Glow in the Hubble Image of 3I/Atlas is Ten Times Longer than it is Wide, Medium, 2025 Analisi spettroscopiche pubblicate su arXiv (2025) NASA, James Webb Space Telescope Observes Interstellar Comet, 2025 ESA, Comet 3I/ATLAS – frequently asked questions, 2025 Utopia












