Nel profondo la coscienza dell’umanità è una sola.”(cit)
David Joseph Bohm nacque a Wilkes-Barre nel 1917, da genitori di origine ebraica. Frequentò il Pennsyvania State College dove conseguì il dottorato di ricerca nel 1943 sotto la guida di Oppenheimer. Lavorò presso le università di Princeton e Berkeley.Bohm è conosciuto soprattutto per la sua interpretazione della meccanica quantistica e i suoi studi innovativi sulla coscienza. Fra i suoi testi ed articoli scrisse anche alcuni libri possiamo ricordare:
- “La teoria quantistica” (1951)
- “Causalità e casualità nella fisica moderna” (1957)
- “Interezza e l’ordine implicato” (1980)
- “Universo, mente e materia” (1988)
- “Il pensiero come sistema” (1992)
- “Sul dialogo” (1996)
Ma Bohm oltre ai suoi contributi scientifici si alla filosofia e alla natura della realtà.Insegnò in diverse università tra cui l’Università di Bristol e Università di Haifa.La ricerca e il pensiero di Bohm continuano anche oggi ad essere motivo di dibattito tra scienziati e i filosofi. Morì a Londra nel 1992.
L’Universo Olografico
Per capire David Bohm dobbiamo andare oltre ai vecchi concetti di fisica e di metafisica; i suoi studi , le sue teorie, i suoi libri vogliono essere un chiaro invito ad un modo nuovo di pensare e di considerare la realtà .La realtà diviene fluida, armonica e condivisa, Tutto è connesso in un unicum, in una realtà non frammentata. Bohm ci dice che questo è possibile se la visione del mondo si evolve. Egli dedicò la sua vita a capire un universo partecipativo, che viene chiamato ed è conosciuto come “Univeso Olografico”.

Per capire l’universo olografico dobbiamo prima capire e analizzare il comportamento delle particelle e capire cosa è e come viene utilizzato per spiegare questa teoria. Due particelle sono correlate fra loro, in entanglement, anche chiamata comunicazione non locale, anche a milioni di kilometri di distanza, reagiscono nello stesso istante, modificano in loro stato istantaneamente, non come due entità distinte ma come un’ unica entità.
Ologramma a 3 dimensioni
Anche in un ologramma, cioè una fotografia a tre dimensioni creata da un laser, se frammentato quindi diviso continuerà a vedersi l’intero ologramma. Questo suggerisce l’esistenza di una realtà oltre la nostra comprensione, in cui tutto è interconnesso. Bohm cerca di spiegare queste connessioni.
Secondo Bohm infatti esisterebbe un livello di realtà di cui non siamo consapevoli in cui dall’immensamente grande all’infinitamente piccolo è tutto collegato, interconnesso.Tutto è collegato con tutto, l’universo e tutto ciò che contiene. Nel suo modello olografico dell’universo, tempo e spazio perdono la loro centralità, poiché sono proiezioni di un sistema più complesso.
Questo implica che potremmo un giorno accedere a questo livello di realtà e osservare il passato. In questo paradigma, ogni particella contiene l’intera immagine dell’universo, suggerendo un’origine comune per tutte le forme di vita. Questa visione nega l’esistenza di una realtà oggettiva e suggerisce che il cervello umano traduca le frequenze in percezioni sensoriali.
Secondo questa concezione, il mondo materiale sarebbe un’illusione, e noi saremmo semplici “ricevitori” in un universo.
Il mondo materiale
Come hanno sostenuto le religioni e le filosofie orientali, il mondo materiale sarebbe un’illusione. Siamo essenzialmente dei “ricevitori” immersi in un mare di frequenze, e ciò che ne ricaviamo lo trasformiamo magicamente in realtà fisica: uno dei molti mondi esistenti nell’ologramma.
Altri fisici e scienziati si occuparono della teoria oleografica dell’universo, possiamo ricordare:
- Karl Pribram neuroscienziato
- Michael Talbot che contribuito nella divulgazione della teoria oleografica attraverso il suo libro “L’universo olografico”
- Leonard Susskind che suggerì che potrebbero esserci delle connessioni tra la teoria olografica e la teoria delle stringhe
- Gerard t Hooft ne propose l’applicazione per i buchi neri
Kostas Skenderis di cui possiamo citare ciò che affermò :“Secondo il principio olografico, al livello fondamentale l’Universo ha una dimensione inferiore rispetto a quelle che percepiamo nella nostra vita quotidiana ed è governato da leggi fisiche simili a quelle che descrivono l’elettromagnetismo. Questa idea è analoga a quella che caratterizza i comuni ologrammi dove una immagine tridimensionale è codificata su una superficie bidimensionale, come ad esempio l’ologramma di una carta di credito, e allo stesso modo essa si applica alla struttura dell’intero Universo.”
Fonti:
- https://it.wikipedia.org/wiki/David_Bohm
- https://astronomicamens.wordpress.com/2013/06/05/luniverso-olografico/
- https://www.fisicaquantistica.it/fisica-quantistica/l-universo-e-un-ologrammah
- https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/scienza_e_fisica_quantistica/fisica-quantistica-e-realta-non-localita
- https://www.wired.it/article/cern-esperimento-ricerca-particelle-nascoste-approvato/




